Nuove regole per arginare la speculazione e per chiudere il casinò finanziario; stop alla demonizzazione degli investimenti e della spesa pubblica; sostegno alla finanza etica che favorisce lo sviluppo sostenibile e l’economia solidale. Sono questi gli ingredienti della ricetta della Finanza Etica per rimettere la solidarietà e la cooperazione al centro della missione dell’Europa.

Il documento è stato elaborato dalla Fondazione Finanza Etica (Gruppo Banca Etica) in occasione dei 60 anni dall’inizio del processo di integrazione europea che si celebrano a Roma il 25 marzo. La Fondazione Finanza Etica è tra gli aderenti a “La Nostra Europa”, una coalizione di associazioni, movimenti e organizzazioni nata per cambiare rotta all’Europa delle diseguaglianze, dell’insicurezza sociale, dei muri e delle spinte nazionaliste e per promuovere un’Europa unita, democratica e solidale.

Ecco in sintesi le proposte della Finanza Etica.

Introduzione e analisi

In questi anni abbiamo assistito a un ribaltamento dell’immaginario collettivo. Mentre vengono imposti limiti durissimi alle finanze pubbliche, dall’austerità al fiscal compact, poco o nulla è stato fatto per bloccare gli eccessi del sistema finanziario privato, malgrado le sue enormi responsabilità nell’attuale crisi. L’austerità rimane la stella polare delle politiche economiche nonostante l’evidenza del suo fallimento sociale, occupazionale e anche economico visto che ha inibito la ripresa degli investimenti, mentre il rapporto debito/PIL continua a peggiorare.

Si strangola la finanza pubblica ma la BCE inonda i mercati di denaro tramite il Quantitative Easing con effetti paradossali: ci sono talmente tanti soldi che i titoli di Stato sono ormai a rendimento negativo, ma agli Stati è proibito indebitarsi anche per investimenti a lungo termine, per una riconversione ecologica dell’economia o per ricerca e formazione. Ma né credito né economia ripartono.

 

Proposte

  • Promuovere la finanza etica in Europa. La finanza etica propone un progetto di cambiamento profondo del sistema finanziario. Un modello fondato su trasparenza, partecipazione e uso responsabile del denaro, che rifiuta visioni di brevissimo respiro per considerare gli effetti a lungo termine delle proprie attività. E che presuppone l’educazione critica alla finanza di un numero crescente di persone.

  • Euro o non euro? Ciò che è stato sbagliato nella costruzione della moneta unica è l’aver costruito un’unione monetaria senza capacità di controllo delle economie a livello europeo. Ma questo non significa che sia giusto né opportuno uscirne.

  • Lobby? Oggi il peso delle lobby finanziarie condiziona pesantemente le scelte delle istituzioni europee. E’ necessaria un’azione di “contro-lobby” come quella di Finance Watch su scala europea.

  • Regole. In Italia con l’ultima Legge di Stabilità è stata finalmente riconosciuta la finanza etica. Occorre una scelta analoga su scala europea. Servono poi: una tassa sulle transazioni finanziarie; la separazione delle banche commerciali da quelle investimento; contrastare seriamente i paradisi fiscali; limitare i bonus dei manager; estendere l’applicazione del principio precauzionale contenuto nel Trattato di Maastricht anche all’ambito finanziario.

  • Controlli sui capitali. Mentre l’Europa dei muri vuole impedire i movimenti delle persone e si torna a parlare di dazi per proteggere i prodotti, non si discute di come controllare i capitali. Con la Direttiva sull’Unione del Mercato dei Capitali, l’UE nuovamente rischia di spingersi in direzione diametralmente opposta a quella che andrebbe presa.

 

Per salvare il progetto e gli ideali europei bisogna  ripartire su binari radicalmente differenti, dove al dominio di finanza e mercati e di una competitività esasperata si sostituisca la visione di un’Europa unita, democratica, solidale.

 

Il paper completo della Fondazione Finanza Etica è disponibile su: www.fcre.it

L’appello della coalizione La nostra Europa e info sugli eventi su: www.lanostraeuropa.org