Gli ultimi dati diffusi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in materia di Giustizia Tributaria, riferiti al 2015, non sono incoraggianti. Nessun giudizio di merito ma cifre che da sole dipingono una situazione poco idilliaca.

Sono infatti numeri da capogiro quelli dei contenziosi tributari, i processi che ogni anno vedono contrapposti i contribuenti e il Fisco. Nel 2015 sono state presentate 256.901 istanze che, tradotte in Euro, corrispondono a 32 miliardi, ripartiti tra contenziosi di basso importo, la maggioranza, e ricorsi che superano i 10 milioni di Euro, corrispondenti allo 0,22%. Questo è il quadro che emerge dall’analisi condotta da Jarvis, società 100% made in Italy ideatrice di iContenzioso, il software per la gestione digitale del contenzioso tributario.

 

Contenzioso Tributario: cosa sono e quanto durano i processi fiscali, INFOGRAFICA a cura di iContenzioso

Infografica a cura di iContenzioso

Le lungaggini dei processi nel Bel Paese sono cosa nota. Il Justice Scoreboard 2017 colloca l’Italia agli ultimi posti tra i Paesi dell’Unione Europea per la durata dei processi civili, commerciali e amministrativi; per giungere ad una sentenza nel 2015 erano necessari in media 393 giorni. Lo stesso Presidente della Corte di Cassazione, Giorgio Santacroce, nel discorso di apertura dell’anno giudiziario 2015, aveva definito la durata dei processi qualcosa di “ingiustificabile e non più tollerabile”, ravvisando in ciò uno dei problemi cardine dell’odierna giustizia. Ma l’Italia è davvero un Paese di processi senza fine? E come si colloca la giustizia tributaria in questo scenario?

Sono ancora una volta i numeri a fornire una risposta che lascia poco spazio a libere interpretazioni. Nel viaggio virtuale attraverso lo Stivale per scoprire quanti giorni trascorrano prima di una sentenza in ambito tributario, si ha lo spaccato di un Paese diviso tra regioni virtuose e fanalini di coda.

Se per mettere un punto ad un procedimento con il Fisco alle Commissioni Tributarie Regionali (CTR) di Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta occorre meno di un anno, in Calabria di anni ne servono mediamente più di sette. Le città più virtuose sono Teramo e Brescia, dove le dispute dibattute nelle Commissioni Tributarie Provinciali (CTP) trovano una sentenza in meno di sei mesi; decisamente meno rosee le prospettive in città come Cosenza e Siracusa, dove sono necessari circa sette anni.

“Processi tributari che si protraggono così a lungo recano un danno tanto ai contribuenti quanto al Fisco” sottolinea Giulia Mandolesi, dottore commercialista e co-founder di iContenzioso. Infine, un dato che fa riflettere. Ad appesantire la macchina giudiziaria in tema di processi tributari sono i cosiddetti procedimenti pendenti, ovvero i contenziosi non risolti e rimandati di anno in anno. Quelli ereditati nel 2015 sono stati 460.000; un dato che, sommato al costante incremento delle liti tra i contribuenti e il Fisco, per le quali si registra una crescita media dell’8,5% dal 2014 al 2015, rende sempre più urgente il ricorso a strumenti deflattivi del contenzioso.